Lei è la mia migliore amica

lou_reed fuck

14 maggio 1998: muore, all’età di 83 anni, Frank “The Voice” Sinatra. Con tutto il rispetto per lui, non me ne frega niente. Oggi voglio parlare di rapporti fra persone che si vogliono bene, in modo loro, forse malato, forse strano, forse unico. Ma che si vogliono bene. 

il 14 maggio 1969 Lou Reed scrive per i Velvet Underground She’s my best friend. Parla di un uomo che ha un’amica che fa la puttana. Amica come? Non si capisce, sicuramente non ha “nulla a che vedere con la tua ragazza ordinaria, con la tua
macchina ordinaria o il tuo cane, ma è la mia migliore amica e mi capisce quando sono triste”(cit.). E questo è l’importante, no? Capirsi, volersi bene. In realtà c’è chi parla, per questa canzone, di amore non corrisposto. Non credo di essere d’accordo, non credo che Lou Reed vedesse, nella relazione che descrive, qualcosa di negativo. E’ un affresco, lo schizzo di una storia. Amore? Amicizia? Poco cambia, sul serio. Ma lei è una puttana! E allora? Quanti figli, amanti, mariti, amici, padri e madri di puttane ci sono nel mondo? Sono tutti dei folli? Non credo proprio.

Lou Reed ha spesso dipinto nei suoi testi storie di emarginati, gay, transessuali, tossici e tutto quel carrozzone umano ai margini della società. Non poteva essere altrimenti, era il suo mondo. Ambiguo, bisessuale, tossico, volubile. E’ stato il primo a descrivere in modo esplicito in una canzone l’atto di farsi una pera di eroina (Heroin), ha avuto tre mogli, innumerevoli amanti (David Bowie?) e da adolescente è stato sottoposto, per obbligo dei suoi genitori, ad una cura anti-omosessuale a base di elettro-shock. Ed è stato per 3 anni con Rachel, un famoso travestito di New York, per il quale ha lasciato la prima moglie. Cosa c’entra?

She’s my best friend ha una storia particolare. Non verrà pubblicata dal gruppo se non 16 anni dopo, nel 1985, in una raccolta di inediti (VU). Al pubblico arriverà però “in anteprima” per voce dello stesso Reed nell’album Coney Island Baby, del 1976, e dedicato appunto a Rachel. Quella Rachel che, attraente e intelligente diva travestita, aveva significato per Reed il ritorno alla serenità, alla calma, lontano dal mondo bigotto e benestante. Un periodo di tranquillità tale da fargli dichiarare che per lei (o lui, all’anagrafe era Tommy) sarebbe stato disposto perfino a lasciare la musica. Per quella donna che non conosceva minimamente la sua musica e a cui non interessava cosa lui fosse o facesse. Ma che “sa cosa fare per me. Nessuno l’aveva mai fatto prima. Rachel è qualcosa di diverso”.

Che “la mia migliore amica, che capisce quando sono triste” sia proprio lei? Impossibile, la canzone è stata scritta prima che i due si conoscessero. Ma il fatto che lui l’abbia tirata fuori dal cassetto dopo sette anni e interpretata proprio per l’album che sanciva il loro rapporto indica quanto la sua musica fosse specchio della sua anima.

Ecco la versione contenuta in Coney Island Baby

e quella originale dei Velvet Underground

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